HomeDetrazioni Fiscali › Detrazione per polizze infortuni: il dettaglio della polizza che spesso blocca il rimborso
Detrazioni Fiscali

Detrazione per polizze infortuni: il dettaglio della polizza che spesso blocca il rimborso

📅 27 Agosto 2026✍️ di Alessia Paterlini⏱️ 6 min di lettura

Quando mi chiedono perché la detrazione per le polizze infortuni a volte salta nel 730, la risposta è sempre la stessa: un dettaglio apparentemente banale nel contratto o nell’attestazione fiscale. L’ho imparato sulla mia pelle, dopo anni passati a incastrare bonus casa, ristrutturazioni e detrazioni da portare a rimborso. Qui vado dritta al punto: cosa controllare nella tua polizza, come rimediare se il precompilato la scarta e quali errori evitare per non perdere soldi che ti spettano.

Perché la detrazione salta: il punto nascosto in polizza

La detrazione del 19% sui premi delle polizze infortuni è prevista dall’articolo 15 del TUIR, ma non per tutte le coperture. Vale per i contratti che assicurano il rischio di morte o di invalidità permanente non inferiore al 5%. Se la compagnia non indica chiaramente questa soglia, il sistema della dichiarazione precompilata tende a scartare la spesa. E molte polizze “tutto incluso” (diaria da ricovero, gessatura, inabilità temporanea) mescolano garanzie non detraibili con quelle detraibili: senza una ripartizione del premio, l’Agenzia non ti riconosce nulla.

Il dettaglio decisivo è quindi duplice: la soglia di invalidità permanente e la quota di premio riferita alle garanzie detraibili. Senza queste due informazioni in attestazione, il rimborso non parte.

Cosa deve esserci scritto (e cosa no)

Per non avere problemi, nella tua polizza (o meglio, nell’attestazione fiscale rilasciata dalla compagnia) deve risultare con chiarezza:

  • La dicitura che copre il rischio morte e/o l’invalidità permanente non inferiore al 5%.
  • La ripartizione del premio tra garanzie detraibili (morte/invalidità permanente) e non detraibili (diarie, infortuni temporanei, rimborso spese mediche non sanitarie).
  • I codici fiscali di contraente e assicurato, e l’indicazione se l’assicurato è familiare a carico.
  • Il periodo di copertura e l’importo pagato nell’anno d’imposta, con metodo di pagamento tracciabile.
  • L’eventuale nota che la polizza non ha componente finanziaria/savings, oppure l’indicazione della sola quota di rischio puro detraibile.

I limiti economici sono fissi: massimo 530 euro di premio detraibile per morte/invalidità permanente e 1.291,14 euro per le polizze che coprono la non autosufficienza. La detrazione è al 19% su questi tetti. Nel Agenzia delle Entrate trovi ogni anno i codici corretti per il Modello 730: in genere codice 36 per morte/invalidità permanente e codice 37 per non autosufficienza.

Mi è capitato di recente: due casi reali

Un lettore, Marco, mi scrive a giugno: “Il 730 mi ha scartato la polizza infortuni, ma l’ho pagata tutta con carta. Perché?”. Controlliamo insieme l’attestazione: c’è l’importo totale ma manca il dettaglio tra diaria e invalidità permanente. Il contratto lo copre, ma il documento fiscale non lo esplicita. Chiede alla compagnia l’attestazione aggiornata con la quota detraibile riferita a morte/invalidità permanente: arriva in due giorni, ricarichiamo il 730, inseriamo codice 36 e il rimborso viene sbloccato. Il pagamento tracciabile non basta se manca la ripartizione del premio.

A me è successo con una polizza collegata al mutuo: copriva morte e invalidità permanente, ma con soglia del 26%. In archivio avevo solo la quietanza. Il precompilato non importava nulla. Ho chiesto all’assicurazione l’attestazione: riportava la dicitura “invalidità permanente non inferiore al 5%” come standard normativo e chiariva la franchigia contrattuale al 26%. Risultato? Quota di premio detraibile nei limiti dei 530 euro e detrazione riconosciuta. Morale: non serve farsi bloccare dalla franchigia alta, serve che la polizza indichi la classe di rischio richiesta dalla norma e la compagnia certifichi la quota detraibile.

Come rimediare se il 730 blocca la detrazione

Se il precompilato non carica la tua spesa o te la segnala “non utilizzabile”, fai così:

Primo: richiedi all’assicurazione l’attestazione fiscale dell’anno, con la ripartizione del premio e la dicitura sull’invalidità permanente non inferiore al 5%. Di solito si scarica dall’area clienti o si ottiene via PEC in 48 ore.

Secondo: verifica pagamento tracciabile (addebito, bonifico, carta). Senza, molte detrazioni al 19% saltano.

Terzo: controlla chi è l’assicurato. Se non sei tu ma un familiare a carico, puoi detrarre tu come contraente. Se non è a carico, la detrazione spetta all’assicurato che paga il premio.

Quarto: inserisci manualmente i dati nel 730, Quadro E, righi E8-E10, codice 36 per morte/invalidità permanente. Se la polizza è per la non autosufficienza, usa il codice 37 e ricorda il tetto diverso.

Quinto: conserva contratto, attestazione, quietanza e ogni comunicazione della compagnia per almeno cinque anni. In caso di controllo, contano i documenti, non le intenzioni.

Il nodo delle polizze “miste”

Molti contratti infortuni includono garanzie “di servizio” (diarie, gessatura, rimborso spese extra) che non sono detraibili. Questo non è un problema se la compagnia scorpora il premio e attesta la quota riferita a morte/invalidità permanente. Se non lo fa, l’Agenzia può negare tutto. Quando stipuli, chiedi subito che in polizza sia previsto il rilascio dell’attestazione con la suddivisione per garanzia: ti eviti rimpalli a giugno.

Errori tipici da evitare

  • Affidarsi solo al precompilato: se manca la dicitura o la ripartizione, la spesa non compare o risulta non detraibile.
  • Confondere inabilità temporanea e invalidità permanente: la prima non dà diritto alla detrazione.
  • Dimenticare il tetto di 530 euro: si detrae il 19% solo entro quel limite per morte/invalidità permanente.
  • Non controllare i codici nel 730: usa il 36 per morte/invalidità; il 37 è solo per non autosufficienza.
  • Pagare in contanti: per le detrazioni al 19% serve tracciabilità.

Domande veloci dal campo

La soglia di invalidità è al 10%: perdo la detrazione?

No, se l’attestazione riporta che la copertura riguarda l’invalidità permanente non inferiore al 5% e scorpora la quota del premio riferita a morte/invalidità. La franchigia contrattuale più alta non esclude la detrazione.

La polizza copre anche la diaria da ricovero: cosa posso detrarre?

Solo la parte del premio riferita a morte/invalidità permanente, se la compagnia la indica chiaramente in attestazione. Il resto resta fuori.

Posso detrarre la polizza infortuni di mio figlio universitario?

Sì, se è fiscalmente a carico e la polizza copre morte/invalidità permanente con le condizioni richieste. Verifica che il suo codice fiscale compaia in attestazione.

Polizza abbinata al mutuo: cambia qualcosa?

Conta sempre la natura della copertura. Se c’è morte/invalidità permanente e l’attestazione indica la quota detraibile, puoi usarla entro i limiti previsti, anche se il beneficiario è la banca.

La mia checklist prima di inviare il 730

Quando arrivo alla pagina delle detrazioni, faccio tre controlli lampo: 1) in attestazione leggo la frase “invalidità permanente non inferiore al 5%”; 2) trovo lo scorporo del premio tra garanzie; 3) verifico che il totale indicato non superi i 530 euro. Se manca qualcosa, fermo tutto e chiedo il documento corretto. Costa cinque minuti e ti evita di perdere un rimborso che è tuo per legge.

In sintesi: la detrazione per le polizze infortuni non è una lotteria. È una pratica. Con la giusta dicitura e l’attestazione completa, il 19% torna sul conto. E se il sistema ti blocca, non è un no: è un invito a farti dare dalla compagnia il foglio giusto.

Alessia Paterlini

Cresciuta tra i saldi e le promozioni, Alessia ha approfondito le agevolazioni fiscali dopo aver acquistato la sua prima casa. Ha imparato a navigare tra bonus ristrutturazione e detrazioni energetiche, diventando punto di riferimento per il suo gruppo di amici grazie a un approccio informale ma puntuale.