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Donazione di denaro tra familiari: le soglie fiscali che cambiano tutto sull’obbligo della dichiarazione

📅 20 Agosto 2026✍️ di Luca Milanesi⏱️ 6 min di lettura

Stai per aiutare un figlio con l’anticipo dell’affitto, sostenere un genitore con una spesa medica o passare un gruzzoletto a tua sorella. Il dubbio arriva subito: quanto puoi donare senza pagare imposte e soprattutto, devi dichiararlo da qualche parte? Qui trovi le soglie che contano davvero e il modo corretto per impostare la donazione di denaro, evitando errori che possono costare caro quando meno te lo aspetti.

Il problema, come lo vivi tu

Hai soldi da trasferire a un familiare e vuoi farlo in sicurezza fiscale e bancaria. Temevi di dover inserire tutto nel 730, oppure di incappare in accertamenti perché il bonifico “sembra strano”. In più, hai sentito parlare di atti notarili e ti chiedi se servano sempre anche per il semplice passaggio di denaro.

La realtà è che le regole italiane hanno una logica precisa: ci sono soglie di esenzione, aliquote solo oltre certe cifre e procedure diverse a seconda di come e a chi doni. Se conosci i criteri, prendi una decisione pulita e difendibile davanti a banca e Agenzia delle Entrate.

Le soglie fiscali che contano (e quando scatta l’imposta)

In Italia la donazione di denaro tra persone fisiche rientra nel perimetro dell’Imposta sulle successioni e donazioni. Le regole chiave sono legate al grado di parentela:

  • Coniuge, figli, genitori, nonni e nipoti in linea retta: esenzione fino a 1.000.000 euro per beneficiario. Sull’eccedenza si applica il 4%.
  • Fratelli e sorelle: esenzione fino a 100.000 euro per beneficiario. Sull’eccedenza si applica il 6%.
  • Altri parenti fino al 4° grado e affini fino al 3°: aliquota 6% senza franchigia.
  • Altri soggetti (non parenti): aliquota 8% senza franchigia.
  • Persone con handicap grave ai sensi della Legge 104/1992: franchigia 1.500.000 euro, indipendentemente dal grado di parentela; oltre, si applica l’aliquota prevista in base al rapporto.

Queste sono le vere “soglie che cambiano tutto”: se la tua donazione resta sotto la franchigia prevista per il grado di parentela, l’imposta di donazione non si paga. Sopra, scatta l’aliquota sulla sola parte eccedente.

Devi dichiarare la donazione nel 730? La risposta secca

No. Le donazioni di denaro non si indicano nella dichiarazione dei redditi (730 o Redditi PF). Non è un reddito tassabile IRPEF.

Quando allora entra in gioco un obbligo formale? Se la donazione è fatta con atto notarile (la forma tipica delle donazioni non di modico valore), il notaio registra l’atto e gestisce l’imposta, anche se, per effetto della franchigia, l’importo dovuto è zero. Se trasferisci denaro senza atto, non presenti alcuna “dichiarazione di donazione” periodica; ma devi poter dimostrare la tracciabilità e la finalità liberale in caso di controlli o collegamenti con atti soggetti a registrazione (per esempio l’acquisto di un immobile da parte del beneficiario).

Forma giuridica: quando serve il notaio, quando basta la tracciabilità

Nel diritto civile la donazione, se non di modico valore, richiede l’atto pubblico notarile con testimoni. Nella pratica familiare il passaggio di somme tramite bonifico avviene spesso senza notaio.

Come muoverti allora?

  • Importi “modici” rispetto al tuo patrimonio: bonifico con causale chiara e una ricevuta semplice (scrittura privata) firmata da te e dal beneficiario. È una tutela documentale per te e per lui.
  • Importi rilevanti (es. anticipo consistente per la casa): preferisci l’atto notarile, specie se la donazione finanzia un contratto registrato. Così metti al sicuro forma e imposte, e nessuno potrà contestare il passaggio di denaro.

Se la donazione finanzia un acquisto immobiliare del beneficiario, l’atto notarile è la via più lineare: collega in modo chiaro la liberalità all’acquisto e azzera dubbi futuri.

Tracciabilità, causale e limiti al contante

Usa sempre strumenti tracciabili: bonifico bancario o istantaneo, non contanti. Il limite all’uso del contante è fissato a 4.999,99 euro: oltre, il rischio di sanzioni non vale la candela.

Nella causale scrivi in modo esplicito, per esempio: “Donazione familiare genitore-figlio per anticipo affitto” o “Liberalità familiare una tantum”. Evita genericità (“per spese”) o formule ambigue (“prestito”) se non esiste un vero contratto di mutuo tra privati.

Conserva contabili, estratti conto e la ricevuta firmata. Ti serviranno in caso di richiesta chiarimenti, soprattutto se nei mesi successivi il beneficiario fa un acquisto importante.

Effetti collaterali: ISEE, controlli e acquisti importanti

La donazione non si dichiara nel 730, ma incide sul patrimonio finanziario del beneficiario e quindi sul suo ISEE dell’anno successivo. Se stai aiutando uno studente o un giovane lavoratore, valuta come l’incremento di saldo e giacenze medie può impattare su borse di studio o agevolazioni.

Altro punto: i controlli di coerenza. Se tuo figlio compra un’auto o una casa con redditi bassi, la tracciabilità della donazione è lo scudo. Senza documenti chiari, l’operazione può apparire “sospetta” e generare richieste di chiarimenti.

Gli errori più comuni (che puoi evitare oggi)

  • Usare il contante per comodità. Rende tutto opaco, è rischioso oltre soglia e difficile da spiegare.
  • Scrivere causali vaghe o sbagliate. Meglio specificare “donazione/liberalità familiare” e lo scopo indicativo.
  • Chiamare “prestito” ciò che è una donazione. Se non c’è restituzione prevista, non è un prestito. Se invece è un prestito, serve una scrittura con piano di rientro.
  • Ignorare le soglie. Le franchigie sono alte, ma se le superi scatta l’imposta sull’eccedenza: pianifica, magari frazionando nel tempo con logica, senza artifici.
  • Non collegare la donazione all’acquisto che finanzia. Quando c’è un atto registrato (come il rogito), l’atto di donazione notarile toglie ogni ambiguità.
  • Dimenticare l’impatto ISEE. Un versamento generoso oggi può pesare su agevolazioni domani.

I criteri di scelta, uno per uno

  • Importo: sotto soglia e proporzionato al tuo patrimonio? Bonifico con documentazione di supporto. Molto alto o vicino alle franchigie? Consulta il notaio e valuta l’atto.
  • Finalità: se finanzia un immobile o un atto registrato, scegli l’atto di donazione per allineare forma civile e profilo fiscale.
  • Beneficiario: coniuge/figli/genitori godono di franchigia alta (1.000.000). Fratelli hanno 100.000. Altri parenti o terzi non hanno franchigia: qui la pianificazione è essenziale.
  • Tempistiche: se prevedi più donazioni, ragiona per step ben tracciati e coerenti. Meglio poche operazioni chiare che micro-bonifici senza senso.

La mia presa di posizione

Se fossi al posto tuo, farei così: per somme entro qualche decina di migliaia di euro verso figli o genitori, userei un bonifico tracciabile con causale esplicita e una ricevuta firmata. Se l’importo finanzia l’acquisto di casa o supera la tua idea di “modico valore”, andrei dal notaio e registrerei la donazione: la franchigia probabilmente azzera l’imposta, ma metti in sicurezza tutto oggi e per il futuro. Infine, avviserei il beneficiario dell’effetto ISEE: meglio saperlo prima che scoprire dopo di aver perso un’agevolazione.

Domande rapide, risposte secche

La donazione va nel 730? No. Va indicata da qualche parte? No, ma conservala documentata. Oltre quali cifre pago l’imposta? Solo sulla parte che eccede la franchigia prevista per il tuo rapporto di parentela. Posso usare il contante? Meglio di no; comunque non oltre 4.999,99 euro complessivi e senza rinunciare alla tracciabilità.

Checklist operativa finale

  • Definisci importo, finalità e beneficiario.
  • Verifica la franchigia applicabile e l’aliquota sull’eventuale eccedenza.
  • Scegli lo strumento: bonifico tracciabile; per importi alti o legati a un rogito, atto di donazione notarile.
  • Scrivi una causale chiara: “Donazione/liberalità familiare” + finalità.
  • Prepara una ricevuta firmata con data, importo, dati delle parti e motivo.
  • Conserva contabili ed estratti conto; se necessario, valuta la registrazione dell’atto.
  • Avvisa il beneficiario dell’impatto su ISEE e pianifica di conseguenza.
  • Evita il contante; mai superare i limiti e comunque privilegia sempre la tracciabilità.

Con queste regole giochi d’anticipo: aiuti chi ami e al tempo stesso proteggi te stesso da dubbi, accertamenti e costi inattesi.

Luca Milanesi

Appassionato di tecnologia e start-up, Luca ha imparato a gestire le spese fin dai tempi dell'università. La necessità di ottimizzare il budget lo ha portato a interessarsi dei programmi di cashback e delle ultime novità fiscali per giovani lavoratori, che ora ama divulgare con tono diretto e pragmatico.